10 anni di blog, mi guardo indietro e non ci credo.

L’inizio: il blog di viaggi

Oggi, esattamente dieci anni fa mi svegliavo irrequieta nel letto di una camera universitaria, cercavo frenetica il portatile e compravo con nonchalance un subdominio di blogspot: www.wannabeaglobetrotter.blogspot.it.

Ero appena rientrata da un lungo viaggio negli Stati Uniti che mi aveva sbattuto in faccia i miei sogni più veri: io volevo che i viaggi, la fame di viaggio, la frenesia di salire su un aereo e prepararsi alla scoperta di uno nuovo posto fossero la mia quotidianità.

Al tempo non avevo la benché minima idea di come avrei potuto trasformare quella fantasia in realtà, instagram non era ciò che é oggi, prendere un biglietto di sola andata per viaggiare in sud est asiatico non era ancora una moda, il lavoro da remoto un privilegio per pochi e il mio conto in banca da universitaria all’ultimo anno era ben distante dal potermi garantire tali privilegi.

Ero giunta alla conclusione che l’unico modo possibile per rendere il viaggio una componente delle mie giornate era attraverso la scrittura, avrei scritto dei miei viaggi passati e di quell’infinita lista di viaggi che avrei voluto fare nel futuro. Avrei affidato all’inchiostro i miei desideri e i miei ricordi permettendogli di attaccarsi alla mia anima come un tatuaggio, di affondare le radici nella mia essenza.

Da quel giorno di dieci anni fa ne è passata tanta di acqua sotto i ponti e quasi stento a riconoscere quella giovane donna con dei sogni più grandi di ciò che la società intorno a lei era disposta ad accettare. Il ricordo indelebile della reazione altrui ogni qualvolta dicevo che avrei voluto trasferirmi in Australia, fare un’esperienza di vita nella terra dei canguri vivendo in un van e imparando la lingua. Ricordo il sorriso di scherno di tutti coloro che mi sentivano sussurrare che avrei imparato a surfare in Indonesia, che avrei camminato per le strade di Cuba prima della rimozione dell’embargo, che avrei guardato l’alba dal picco più alto dell’Indocina.

Se solo potessi tornare indietro, non solo urlerei tutto ciò dal profondo della mia anima ma aggiungerei anche che lo avrei fatto prima che lo facessero tutti, prima che il desiderio di scoperta fosse contaminato dall’impellenza di condividere su un social, incuranti di ciò che perdi nel momento a favore di un video o una foto patinata.

Sono passati esattamente dieci anni da quando ho messo nero su bianco le prime parole del primo post del mio allora blog di viaggi low cost, dieci anni da quando ho avviato il motore dei miei sogni.

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10 anni dopo

Oggi, 10 anni dopo, vivo permanentemente in Australia, parlo inglese come seconda lingua, ho imparato a surfare tra Indonesia e Australia, ho vissuto per oltre un anno in van, ho lavorato nei campi, sono stata a Cuba prima degli americani, ho scalato il Fan Si Pan, fatto un numero infinito di esperienze che non avrei mai creduto possibili e viaggiato più di quanto al tempo sarei stata in grado di sognare.

Ho fatto di quel desiderio di lavoro da remoto la mia vita, ho reso la mia passione un lavoro, ho scelto il paese in cui vivere e ho lottato con le unghie e con i denti per ottenere il diritto di rimanerci e soprattutto ho imparato a fregarmene di tutti coloro che cercano di sminuire i miei sogni perché io posso tutto.

Vorrei poter sussurrare all’orecchio della Danila del 2014 e dirle di continuare dritta per la sua strada, che nulla sarà mai semplice sul suo percorso ma ne varrà sempre la pena, che nulla le cadrà dal cielo ma ogni traguardo raggiunto profumerà di vittoria; le direi di seguire il suo istinto come una bussola nel deserto perché lui non sbaglia mai, la porta sempre in quel luogo speciale dove il cuore e la testa sono in pace e in perfetta armonia.

Vorrei poter abbracciare la Danila che nel corso degli anni si è fatta cruccio delle sue scelte, mai le più semplici, le più scontate o le più ovvie e dirle che un giorno sarebbero state i mattoni fondamentali di quel castello chiamato felicità.

Alla Danila che muoveva titubante le dita sulla tastiera quel 19 maggio del 2014 del tutto incurante di come si gestisse un blog, un canale YouTube, una pagina Facebook o un canale pubblicitario farei un sorriso compiaciuto e le mostrerei un futuro fatto di sogni che risuonano all’infinito. Le mostrerei la sua casa di Noosa Heads, lei che lavora sul divano con accanto una piccola sdraia dove dorme pacifica la piccola Luce, sua figlia. Le mostrerei i viaggi intorno al mondo con Marco, il suo compagno di viaggi e di vita. Le proietterei su uno schermo le onde più belle surfate e le farei vedere come tutto ciò che vedeva lontano e quasi impossibile oggi è la sua vita.

Questa lettera è un omaggio alla me che sono stata ma anche a tutto ciò che voi vorreste essere e sarete.

Non abbiate mai paura di sognare in grande, di avere una voce fuori dal coro, di andare controcorrente. Solo facendo così riuscirete ad essere ciò che volete davvero: la versione migliore di voi stessi.

E alla me di oggi auguro di riuscire a continuare a coltivare questa passione che è la scrittura del tutto incurante del bisogno di monetizzare ogni cosa perchè alcune cose hanno la necessità di essere solo ed esclusivamente questo: mera passione, in barba di chi dice il contrario.

Ad altri 10 anni di viaggi, crescita personale e avventura.

Ad maiora.

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